I segreti colorati nelle botteghe dei maestri
Le terre, quella bruna e quella gialla, il nero d'avorio e il bianco di piombo erano conservati in vasetti di ceramica, chiusi con pergamena per evitare che si seccassero.
I colori, prima dell'avvento della produzione industriale e dell'invenzione dei pigmenti acrilici sintetici, venivano preparati con pazienza e maestria dagli stessi artisti o dai loro apprendisti, sicché l'atelier del pittore rinascimentale assomigliava a un vero e proprio laboratorio.
"Mi servivo di una serie di gusci di conchiglie e di ciotole basse, nelle quali lavavo e rilavavo i colori fino a trenta volte, per toglierne il gesso, o la sabbia o la ghiaia".
L'abilità con la quale, nel corso dei secoli, gli artisti hanno perfezionato le tecniche di preparazione dei colori dà ragione di come le acquisizioni culturali si siano rese sempre più approfondite e raffinate, partendo da una profonda conoscenza dell'ambiente naturale (rocce, piante e animali) dal quale le tinte venivano tratte.
Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/Contenuti/484484.html?idnews=5013
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